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Viaggio in Austria: 12 giorni per 6 città

Passo di Pramollo: un valico che collega

le Alpi in Italia con le Alpi in Austria

 

Questo è stato uno dei primi viaggi fatti in Austria in moto. Non sapendo cosa ci aspettava abbiamo pensato di vederla tutta, da sud a nord, da est a ovest, per capire se valeva una seconda visita. 

Partendo da Padova, ci siamo diretti verso il Friuli Venezia Giulia, passando per Motta di Livenza e, seguendo la direzione Pontebba, arrivare fino al Passo di Pramollo, oppure Nassfeldpass in tedesco. Questa strada è una buona alternativa al Tarvisio, per chi ha un voglia di farsi un viaggio in moto rilassante, il traffico è minimo,tra curve e tornanti divertenti senza dimentica il paesaggio mozzafiato delle nostre Alpi. A noi non è andata benissimo, sembrava quasi che l’Austria ci stesse aspettando con un bel acquazzone  

 

che ci ha accolti subito dopo il confine. Senza indugiare ci siamo diretti verso Villach, ma il traffico ci ha subito spazientito, così abbiamo preferito andare oltre. E direi per fortuna, perché siamo capitati a Velden Am Worther see. Paesino non grandissimo, ma sviluppato attorno al lago di Worther per l’appunto, con strutture alberghiere per tutti i gusti e ristorantini a ridosso del lago. Oltre a questo, aveva anche smesso di piovere, così ne abbiamo approffittato per prendere posto su uno dei molti B&B che si trovano sulle coste del lago.

Primi passi in Carinzia

Giornata di sole splendido, quindi incominciamo partendo dal Velden e costeggiando la strada lungo il lago fiancheggiata da alberi, arriviamo a Klagenfurt am Wörthersee. Tipica cittadina austriaca, nella piazza centrale la fontana con il simbolo della città un drago alato. Facciamo una breve sosta per poi dirigerci al Minimundum. Si tratta di un parco tematico dove sono stati riprodotti i più famosi edifici. Non pensavo ne valesse la pena, perché non amo molto questi parchi a tema, invece con mio stupore gli edifici erano stati riprodotti anche nei minimi particolari ed è una piacevole passeggiata nel mondo.

Nel pomeriggio decidiamo di addentrarci un po’ e andiamo verso nord esattamente verso Hochosterwitz a visitare il castello. Impossibile non vederlo perché percorrendo al strada in pianura ci si trova davanti un colle sulla cui sommità di erge maestoso il castello di Hochosterwitz. Al castello si può salire sia per un sentiero, ma consiglio almeno per la salita d prendere l’ascensore, mentre la discesa è piacevole anche a piedi, maggiori informazioni le puoi trovare al seguente link.

Poi abbiamo visitato Friesach, che si trova un po’ più a nord, anche questo è un piccolo paese, il centro sembra non aver subito il passare del tempo dal medioevo. Sulla strada del ritorno siamo andati fino ad Ossiach, che si trova sulle sponde del lago omonimo e poi siamo rientrati a Velden.

 

Graz: dove l’architettura antica e moderna convivono pacificamente

Lasciamo la Velden e la tranquillità del lago per dirigerci verso Graz. Non avendo molta strada, decidiamo di fare qualche sosta in più e dedicarci alle visite. La prima è stata Volkemarkt, piccola cittadina, due passi giusto per sgranchirsi le gambe e poi di nuovo in sella.

 

Lungo la strada veniamo catturati ed incuriositi da un’immensa costruzione, si trattava del monastero di Sankt Paul im Lavanttal, fulcro della cittadina. Rispecchia anche nell’architettura dell’essenzialità dei benedettini, merita una visita la biblioteca con circa 180.000 volumi. L’ingresso è a pagamento ma per gli amanti del genere merita veramente una visita. All’esterno è possibile ammirare il giardino curatissimo.

 

Riprendiamo il nostro viaggio, ma subito dobbiamo fare una pausa forzata: veniamo fermati dalla polizia per eccesso di velocità, altrettanto veloce ci fanno pagare la multa con il bancomat! Fatta anche questa esperienza, della quale avremmo volentieri fatto a meno, arriviamo a Graz. Tramite l’ufficio del turismo, troviamo subito l’albergo a due passi dal centro. Il sole era ancora alto, decidiamo così di fare due passi per la città, visto che l’indomani non avremmo avuto il tempo. Sono rimasta piacevolmente stupita di Graz, facile da girare e per chi, come noi, non può fermarsi molto, consiglio di salire al Schlossberg. E’ facile da trovare: si tratta di un monte in mezzo alla città, coperto da alberi e sulla cui cima potete ammirare ciò che rimane della fortezza. Arrivati in cima si gode un panorama di tutta la città, in particolar modo il Kunsthaus (museo che ospita mostre d’arte contemporanea). Vi consiglio di salire con l’ascensore, mentre la discesa è resa piacevole dal sentiero immerso nel bosco.

 

Eisenstadt, Rohrau e Vienna: corri, ti perdi e ti ritrovi

Dovendo fare molta strada ci svegliamo prestino destinazione Eisenstadt e i castelli del Bugenland. Non avendo il navigatore, ma solo una cartina, facevamo molto affidamento alle indicazioni stradali. Abbiamo girato per un po’ ed alla fine ci siamo persi. Arriviamo alla cittadina di Rohrau che ci sembra carina, decidiamo di andare all’ufficio del turismo per trovare alloggio per la sera, visto che ormai era tardo pomeriggio. La signorina che ci accoglie all’ufficio informazioni è carinissima, ma forse era il primo giorno perché mi accorgo che è un po’ impacciata nel darmi indicazioni. Avuto l’indirizzo dell’albergo e le indicazioni su come raggiungerlo ci rimettiamo in moto.

Arriviamo a destinazione, ma purtroppo troviamo solo case private, senza insegne di nessun tipo. Non volendo di nuovo ritornare decidiamo di proseguire ed andare fino alla meta successiva, Vienna. Non era proprio giornata: lungo il tragitto veniamo sorpresi da un acquazzone, ci fermiamo, lungo la strada di campagna, nella prima rientranza che altro non era che una stradina sterrata, per infilarci la tuta antipioggia. Ci stiamo vestendo e proprio in quel momento, un trattore sbuca dalla stradina sterrata per immettersi nella strada principale. Così come siamo

rimontiamo in moto e proseguiamo il viaggio sotto il diluvio.

Grondanti d’acqua arriviamo all’albergo che avevamo prenotato a Vienna e finalmente ci aspettava una doccia calda

Vienna: cosa poter vedere in 3 giorni

Decidiamo di dedicare alla capitale austriaca 3 giorni, come tutte le capitali bisognerebbe dedicarci più tempo, ma questo era quello che avevamo a disposizione. Quindi in questo periodo di soggiorno viennese lasciamo la nostra moto al sicuro nel parcheggio dell’albergo e per muoverci più velocemente prendiamo la metro. Per avere sconti sulla metro e sui musei che volevamo visitare acquistiamo al Vienna Card.

La prima visita è a Hofburg, la residenza degli Asburgo a Vienna, dove si possono ammirare gli appartamenti dell’Imperatrice, i suoi abiti e l’argenteria. Per me è sempre affascinante entrare in questi musei ed immaginare la vita quotidiana degli abitanti, ma questa visita mi ha anche lasciato un po’ di amaro in bocca. Fin da bambina immaginavo che l’Imperatrice avesse una vita da favola come le principesse delle fiabe, purtroppo ho visto che non erano proprio tutte rose e fiore e la sua vita con l’Imperatore non era proprio “.. e vissero felici e contenti”.

Terminiamo la visita a Hofburg e ci dirigiamo alla Stephensplaz dove visitiamo St. Stephenson Cathedral, ammirato l’interno del Duomo in stile romanico e gotico, saliamo sulla Torre sud aperta ai visitatori. Dopo aver affrontato i 343 gradini, si può ammirare una splendida visione dall’alto di Vienna e, a mio avviso, il tetto spiovente della cattedrale coperto di tegole di maiolica con lo stemma imperiale.

Scesi dalla torre rientriamo in albergo, per poi ritornare in centro storico per una visita by night.

Prater e si ritorna bambini

Secondo giorno a Vienna e siamo informati che un gruppo di amici sono arrivati nella capitale e ripartono il giorno successivo. Ci proponiamo come guide turistiche per accompagnarli nei luoghi che c’erano piaciuti di più il giorno precedente. Fissiamo l’appuntamento in centro storico e dopo aver passeggiato un po’ andiamo a vedere l’orologio Anker. Il momento migliore per vederlo è a mezzogiorno perché entra in funzione e si vede una sfilata di figure storiche viennesi con musica di sottofondo. Dopo pranzo siamo ritornati all’Hofburg, mentre la serata l’abbiamo passata al Prater. C’è stato l’immancabile giro sulla ruota panoramica che regala una vista della città illuminata dall’alto e poi una serie di gare in go kart.  Salutiamo gli amici e ritorniamo in albergo per ripartire l’indomani riposati.

Il castello di Schönbrunn: la residenza estiva di Sissi

E’ impossibile andare a Vienna e non visitare o per lo meno passare al castello di Schönbrunn. Noi abbiamo dedicato buona parte della giornata perché le cose da vedere sono tantissime. Abbiamo incominciato con la visita degli appartamenti: tutto è tenuto in perfetto stato anche i corridoi che ci accompagnano da una stanza all’altra, in

alcune stanze ci sono anche le porte “segrete” utilizzate per gli spostamenti della servitù oppure per fughe segrete. Usciti all’aperto ci troviamo davanti al gran Parterre: una serie di aiuole con una geometria e simmetria perfetta.

Decidiamo di andare alla Gloriette che si trova alla fine del Parterre in cima ad una collinetta. Vista la temperatura elevata lo facciamo riparandoci dal sole, percorrendo i boschetti che si trovano ai lati del giardino. Passiamo davanti alla fontana di Nettuno e saliamo sulla Gloriette, nella speranza di trovare un po’ di sollievo dalla calura, entriamo all’interno e ci troviamo nel bistrò. Qualche minuto di ristoro e poi proseguiamo la visita. Usciamo dalla Gloriette e ci dirigiamo verso il Giardino Botanico ed il Giardino delle Palme. Risaliamo in moto e ci dirigiamo verso l’albergo. Per chi desidera avere maggiori informazioni, inserisco il link del sito.

 

Seegrotte: il lago sotteraneo

Lasciamo Vienna per la prossima tappa, Linz. Lungo il tragitto ci fermiamo a visitare Seegrotte che si trova a pochi chilometri dalla capitale austriaca, nella cittadina di Hinterbrühl. Attendiamo la visita guidata in italiano e scendiamo verso le grotte che inizialmente servivano per estrarre il gesso. La visita, della durata di circa 50 minuti, si articola tra le gallerie sia in barca che a piedi.

Al termine della visita riprendiamo il nostro viaggio verso Linz. Non facciamo l’autostrada ma la statale e questo ci ha reso il trasferimento più lungo, ma ci ha regalato una serie di saliscendi dalle colline e valli fiancheggiando il Danubio che hanno reso meno noioso il percorso. Arrivati a destinazione, grazie all’ufficio per il turismo, troviamo subito alloggio per la notte.

Salisburgo: terra di Mozart

Ci lasciamo alle spalle anche Linz, ma prima di imboccare la strada per Salisburgo, decidiamo di fare una visita a Mauthausen. Quando visito questi luoghi, traccia indelebile di una storia recente, quindi come ho già scritto per Auschwitzmi limito solamente a consigliare una visita in questo luogo.

Tra le strade possibili preferiamo la statale 141, perché permette di passare tra tre laghi (Granbensee, Mattsee e Obertrumersee). Il fatto di costeggiare dei laghi, soprattutto nel periodo estivo e con temperature elevate, dà la sensazione di freschezza e, se ce n’è l’occasione, anche di un tuffo rigenerante.

Arriviamo quindi a Salisburgo, terra di Mozart, e tentiamo di raggiungere l’ufficio del turismo. Nonostante il navigatore ci fosse di supporto, dopo svariati giri, scopriamo che per accedere all’ufficio informazioni dovevamo accedere ad una zona pedonale. Troviamo un gruppo di motociclisti italiani che hanno avuto il nostro stesso inconveniente. Ci informano che loro hanno trovato alloggio a pochi metri da lì, accogliamo quindi il suggerimento e decidiamo di andare anche noi anche perché la stanchezza si faceva sentire. Piccola nota: nei nostri primi viaggi abbiamo sempre fatto affidamento agli uffici del turismo perché all’estero i costi per la navigazione internet erano proibitivi e gli attuali siti di albergo non erano ancora così affidabili.

 

Non mi dilungherò oltre, ma non era stata una buona scelta quella di seguire quel consiglio. Per sollevarci un po’ lo spirito facciamo una passeggiata per lo splendido centro storico di Salisburgo.

L’irraggiungibile Fortezza di Hohensalzburg

 

Buona parte della mattinata è stata dedicata alla ricerca di un alloggio alternativo. A missione compiuta ci siamo recati alla Fortezza Hohensalzburg che da sopra un colle, troneggia la città di Salisburgo. Per accedere, anche solo alla salita per visitare la Fortezza, bisognava pagare il biglietto. Non sapendo cosa ci sarebbe aspetto in cima abbiamo preferito declinare e spostarci allo Schloss Mirabell, che si trova nel centro storico.

Un po’ delusi e non sapendo che fare, prendiamo la moto ed incominciamo a vagare per Salisburgo, un po’ anche nella speranza di trovare una strada alternativa per salire alla Fortezza di Hohensalzburg.

Niente da fare, però non distanti da centro città, incappiamo in una specie di fattoria. Incuriositi ci fermiamo e scopriamo che, in realtà, si tratta di un birrificio. Questa scoperta ci rinfrancava sulla mancata visita del centro storico. Decidiamo di entrare nella parte dedicata al museo e sulla fabbricazione della birra. Al termine della visita, vediamo che il biglietto d’entrata includeva anche un gadget e l’assaggio di tre delle loro birre, wunderbar!

Finiamo anche la degustazione presso il birrificio e ritorniamo in hotel a preparare i bagagli, perché il giorno successivo volevamo fare qualche tappa fuori programma.

 

Obersalzberg: il nido dell’aquila

 

A circa 40 km da Salisburgo, entrando in Germania, si trova la cittadina di Berchtesgaden, classico paesino di montagna. Imbocchiamo la strada immersa nei boschi che ci porterà alla località sciistica di Obersalzberg. L’altezza che raggiungiamo è di 1834 m.s.l.m. dove si gode una veduta mozzafiato di tutta la valle. Qui c’era anche il bunker di Adolf Hilter, di cui non rimane praticamente nulla in quanto è stato bombardato con 1200 tonnellate di bombe. All’interno dell’edificio, dove era presente il bunker, è stato allestito un museo in cui è presente la storia del posto e del suo abitante, ahimè, più famoso.

Fra le tante cose che mi hanno colpito ne ricordo una: ad Hitler era piaciuto talmente tanto il posto che voleva che anche i suoi fedelissimi di alto grado ci abitassero ed inoltre voleva scegliersi i “vicini di casa”. Le case però del villaggio erano già tutte abitate e non era possibile costruirne di nuove, così decisi di convincere gli abitanti a lasciare le loro residenze e cederle agli ufficiali tedeschi.

Dopo questa tappa, riprendiamo il viaggio e ci dirigiamo a Zell Am See-Kaprun. Questa località si affaccia sul lago Zell ed ai piedi del famoso Gro§glockner, che avremmo percorso il giorno seguente.

 

Gro§glockner Hochalpenstrasse:

il paradiso dei motociclisti

 

La giornata è incominciata nel modo migliore: ci siamo svegliati con un sole incredibile ed un cielo senza nuvole. Senza indugiare siamo saliti in moto e diretti da Zell Am See al Glo§glockner che dista solo pochi chilometri dalla cittadina.

Prima di salire si incontra un casello per il pagamento del biglietto che vale tutta la giornata (per le tariffe aggiornate vi consiglio di andare direttamente sul loro sito). La strada che porta alla cima (25oo m.s.l.m.) è larga ed i tornanti si possono affrontare senza problemi, tutto questo permette a chi guida ed alla zavorrina, di assaporare il paesaggio, se poi la giornata è bella la guduria è maggiore, perché i colori nitidi del cielo fanno un bel contrasto con il verde delle montagne.

L’anno in cui ci siamo stati è stato molto caldo, infatti il ghiacciaio era quasi tutto sciolto ed in vetta c’erano 19°. Lo spettacolo vale sempre la pena come il percorso anche se le temperature non concedevano nessuna tregua.

Tristi imbocchiamo la discesa, consapevoli che quel “fresco” lo avremmo comunque rimpianto. Per la strada del ritorno siamo passati per Lienz e poi rientrati in Italia.