Viaggio in moto in Polonia
una piacevole riscoperta

Il viaggio in moto in Polonia lo abbiamo fatto nel 2013, ci ero già stata ma non in moto, inoltre era 1989, da allora le cose in tutto il mondo sono cambiate e non poco. Ero curiosa di vedere cos’era rimasto della Polonia che mi ricordavo e cosa, invece, era cambiato per sempre.

Prima tappa: Padova – Vienna
Chi ben incomincia!
Siamo partiti per il nostro viaggio in agosto e la prima tappa è stata Vienna. Dirò che la partenza non è stata delle migliori perché, pronti a partire, ci siamo accorti di esserci chiusi fuori casa.
Dopo il panico iniziale ho messo in pratica il mio motto: “Le ferie sono sacre!”. Quindi siamo partiti ugualmente, avremmo pensato a come risolvere la situazione durante i giorni successivi. Per raggiungere Vienna velocemente, in quanto era solo una tappa del trasferimento, abbiamo fatto tutta autostrada.
Seconda tappa: Vienna – Cracovia
Un tuffo nel passato
Siamo passati per la repubblica Ceca e poi in Polonia, direzione Cracovia. Una cosa alla quale non ero più abituata, sono stati i controlli alla frontiera, per fortuna passati senza difficoltà. Entrati in Polonia abbiamo comunque preferito far la statale, qui il nostro navigatore ha avuto un po’ di smarrimento in quanto molte strade erano in costruzione.

Grazie alla cartina (che portiamo sempre con noi, vedi i consigli sui viaggi), siamo riusciti a prendere la direzione giusta. Da notare che le strade provinciali fuori dalla statale hanno un asfalto molto particolare, ci sono dei solchi molto profondi dovuti dal passaggio dei camion, motivo in più per scegliere le statali che hanno un asfalto molto buono.
Cracovia è una città molto ben curata e piena di storia, ci ha incantato talmente tanto che abbiamo scelto di rimanere una giorno in più e sfruttare la sua vicinanza a città come Auschwitz e Wieliczka. Entrambe le città, per motivi diversi, sono famose.
Cosa vedere a Cracovia
Anche se la tua sosta è breve ci sono almeno 3 cose che non puoi perderti:
Castello del Wawel
Situato su una collina, con il Castello, la Chiesa e diversi musei
Rynek Glówn
la Piazza più grande della Polonia
Palazzo del tessuto
Al centro di Rynek Glówn, mercato al coperto
Auschwitz e Birkenau
Il giorno seguente siamo andati ad Auschwitz (Oświęcim in polacco) e tramite un tour guidato in italiano siamo andati anche a Birkenau (abbiamo scelto il tour di 4 ore il costo è stato di 80 sloty). Ad Auschwitz ero già stata nel ’89, ma vi posso assicurare che anche questa volta sono uscita con una strana pesantezza nel cuore. Confesso che mi è difficile spiegare a parole quanto ho visto, le mie parole, sicuramente, non sono in grado di descrivere ciò che ho provato.
Aggiungo semplicemente che vale la pena visitare questi luoghi.
Wieliczka: le miniera di sale
Sempre non distante da Cracovia abbiamo visitato le miniere di sale a Wieliczka. Vale la pena affrontare i 300 scalini per ammirare le sculture di sale all’interno della miniera. Quando si entra si accede direttamente alle miniere e ad un mondo sotteraneo per poi entrare all’interno di sale enormi che ricordano i saloni da ballo nelle regge antiche, con enormi candelabri al soffitto che anzichè essere di cristallo sono di sale come tutto ciò che è all’interno. Alla sera siamo rientrati a Cracovia ed assaggiare i pierogi (tipici ravioli polacchi) e per finire la serata a Rynek Glówny (la piazza principale) abbiamo assistito ad un concerto jazz.

Quarta tappa: Cracovia – Varsavia
Lungo il tragitto ci siamo fermati a Czestokowa, per visitare il Santuario Jasna Gora. Sicuramente tra i 365 giorni a disposizione abbiamo scelto uno dei giorni peggiori per visitare il santuario tranquillamente, perché era il 15 di agosto giorno in cui si festeggia l’Assunzione di Maria ed il Santuario era invaso da fedeli e reti televisive. Abbiamo cercato di fare un giro veloce riuscendo a vedere la Madonna nera e poi siamo ritornati in moto diretti alla capitale polacca, Varsavia.
Della vecchia città non è rimasto praticamente nulla in quanto rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale, quindi i palazzi sono tutti moderni ed incredibilmente tutto è in ordine e pulito.
Per sgranchirci le gambe abbiamo fatto una passeggiata nel centro ed al Marshal Edward Rydz-Śmigły Park, uno dei meravigliosi (e ben tenuti) parchi nella capitale. Un altro parco che a mio avviso merita una visita è quello delle Fontane Multimediali, alla sera è bellissimo, ci sono giochi di luci ed acqua armoniosi e divertenti, un bel modo per rilassarsi e divertirsi.


Quinta tappa: Varsavia – Breslavia
Breslavia: la città degli gnomi
Non ci aspettavamo molto da questa città, non mi ero nemmeno documentata molto in quanto era solo una tappa intermedia per poi andare a Praga. Decidiamo, visto che eravamo arrivati nel pomeriggio, di fare due passi nel centro storico.
Con mio grande stupore ho scoperto una bella città ed anche simpatica, perché, sparsi per il centro storico, ci sono degli gnomi, fatti di diversi tipi di materiale, dal ferro al bronzo. Erano stati sistemati per la città inizialmente per una protesta politica negli anni ’80 adesso sono diventati un’attrazione per la città: una sorta di caccia allo gnomo.



Sesta tappa: Breslavia – Praga
Praga: una delle capitali Europee più belle.
Ci avviciniamo alla fine della nostra vacanza. La capitale Ceca merita sicuramente più dei 2 giorni che gli abbiamo dedicato, ma purtroppo le ferie stavamo finendo.
Bellissima città storica e gotica, dal Municipio con l’orologio astronomico ed il carillon delle statue allo scoccare dell’ora, al ponte di Carlo che separa la città vecchia dalla nuova pieno di artisti di strada, soprattutto pittori.
Per chi ama l’architettura sono caratteristiche le case danzanti che si trovano lungo il fiume Moldava. E’ piacevole anche passeggiare per il centro che nel periodo estivo brulica di persone e di luci che conferiscono alla città un fascino d’altri tempi.
Settima tappa: Praga- Chiusa
Lasciamo la capitale Ceca per rientrare a casa, ma prima ci concediamo un’ultima sosta in uno dei borghi più belli d’Italia: Chiusa. Per raggiungerla velocemente preferiamo prendere l’autostrada che ci porterà a passare per il Brennero.
Arriviamo alla nostra ultima meta per rigenerarci in quanto il centro storico di Chiusa è veramente un posto tranquillo e dove poter mangiare buonissimi piatti e bere buona birra.









