Corsica in moto
Giro della Corsica in moto:
6 giorni di itinerari tra costa ed entroterra

Questo viaggio in moto nell’isola Corsa lo abbiamo fatto nel 2024 la prima settimana di giugno per la durata di 8 giorni di cui 2 ci sono serviti per l’andata e il ritorno e il trasferimento con il traghetto. I giorni effettivi fatti sono stati quindi 6 e volutamente tralasciando la parte ovest dell’Isola.
Già una decina di anni fa abbiamo fatto il giro completo e la parte che ci è rimasta nel cuore e che volevamo rivedere è stata quella fatta in questa vacanza.
Prima tappa: Bastia – Cap Corse – Calvi
Arrivati alla sera a Bastia, la mattina seguente ci svegliamo freschi e riposati pronti per affrontare la prima tappa: il “dito” della Corsica o, più correttamente, Cap Corse.

L’itinerario che abbiamo seguito è semplice: rimanere il più possibile vicino alla costa. Quindi partiamo in direzione di Erbalunga, percorrendo la D80, che è l’unica strada che si può percorrere.
La strada è spettacolare perchè si tratta di un dolce zigzagare che permette di ammirare il panorama a volte inaspettato: fai una serie di curve “anonime” e quando esci dall’utlima ti si apre uno spettacolo incredibile dove il cielo e il mare si confondono che fanno da cornice ad una spiaggia con un piccolo borgo.
Continuiamo lungo la costa ovest fino ad arrivare a Macinaggio, dove, proseguendo sulla D80, si va verso l’entroterra. All’altezza di Ersa imbocchiamo la D253, fino ad arrivare alla punta a nord dell’isola, per poi scendere di nuovo a Ersa dove abbiamo ripreso la D80 per fare la costa est.
Lungo questa strada si incontrano diversi paesi e borghi, che sicuramente meritavano una visita e non la brevissima sosta che abbiamo dedicato. Eravamo talmente entusiasti della strada che nei nostri pensieri non c’era spazio per altro.
Arriviamo fino a San Fiorenzo e qui svoltiamo per prendere la D81 che corre tutta sull’entroterra. Arrivati a Ogliastro prendiamo la T30 e ritorniamo lungo la costa e arriviamo a destinazione: Calvi.
Seconda tappa: Calvi entroterra
Soggiorniamo per un altro giorno a Calvi, così ne approfittiamo per fare un giro nell’entroterra, non perché il mare ci aveva già stancato, ma per esplorare i dintorni della zona e vedere cosa ci riservano le montagne che abbiamo visto lungo il tragitto del giorno precedente.

Inoltrarsi all’interno dell’isola e andare verso le montagne non è per nulla difficile, quindi ci dirigiamo verso Calenzana prendendo la D151.
La percorriamo tutta passando per Zilia e il panorama che si vede è paragonabile a quello presente sulle strade lungo la costa, forse ha qualcosina di più: ad ogni curva non sai cosa ti aspetta, se uno scorcio di mare oppure una montagna.
All’altezza di Calteri lasciamo la D151 per la D71 verso Avapessa, leggermente, ma si continua a salire.
Superiamo Muro e Nessa tra un’alternarsi di vedute del mare e montagne. Lasciamo la D71 a Speloncato per imboccare la D63 verso Pioggiola. Prima di arrivare al paese si arriva ad un passo di Bocca Di a Battaglia (Col de Battaglia), dove una sosta ad ammirare il panorama sicuramente lo merita prima della discesa.
Lungo la discesa percorriamo la D963 fino all’incrocio con la D547 che prendiamo in direzione di Castifao.
Continuiamo la discesa e rimaniamo sulla D547 fino alle indicazioni per Olmi-Cappella, per svoltare sulla D963, che a Poggiola abbandoniamo per la D63. Se si è fortunati, come lo siamo stati noi, di trovare una giornata tersa, percorrere questa strada dà un’enorme felicità: dalla montagna sembra quasi di poter toccare il mare, solo allungando il braccio.
Proseguiamo la nostra discesa per Speloncato, Feliceto e Avapessa dove, appena lasciato il paese, svoltiamo con la D151 verso Zilia e che ci riporterà a Calvi.
Terza tappa: Calvi – Olmeto

Lasciamo Calvi per andare verso il sud dell’isola, percorrendo la costa orientale, forse uno dei tragitti più belli.
Percorriamo inizialmente la D818 fino a Galeria, questa strada corre parallela sia al mare che alla montagna, ricorda alcune strade della Sardegna.
Da Galeria ci spostiamo, inevitabilmente verso l’interno con la D81 che non lasceremo più fino ad arrivare ad Ajaccio.
Lungo il percorso non sai quale panorama o visuale ti si presenterà dopo la curva ed è sempre una lieta sorpresa, inoltre nel periodo in cui siamo stati (inizio giugno) il traffico turistico è molto basso, quindi si può correre in tranquillità senza intoppi.
Tra i paesi di Porto e Piani, si percorrerà la strada dei famosi Calanche di Piana: quando siamo passati noi il traffico era rallentato. Direi che questa è una buonissima idea perché permette al visitatore sia di fare delle soste lungo il tragitto sia di percorrerla senza problemi, visto che alcuni tratti sono stretti e con curve cieche.
Arrivati ad Ajaccio e attraversato il centro, imbocchiamo un’altra strada che ci permetterà di rimanere vicino al mare, la D55. Per arrivare ad Olmeto, abbiamo percorso la D155, che ci ha portato verso l’entroterra che per la sua morfologia è altrettanto affascinante come la zona costiera, perché permette di vedere la zona più “selvaggia” dell’isola a tratti priva di vegetazione per poi trovarsi a pochi chilometri all’interno di un bosco.
Quarta tappa: Olmeto – Solenzara

Facendo sosta a Olmeto, decidiamo di “esplorare” nuovamente l’entroterra fino alla costa est arrivando fino a Solenzara. Come confermato anche dai giri fatti i giorni precedenti, anche l’entroterra Corso presenta strade divertenti e panoramiche.
Partendo da Olmeto ci dirigiamo verso nord a Petreto-Bicchisano lungo la T40 per poi tagliare verso l’interno con la D420 tra il Mont San Petru e Punta di a Taccolaja (la foto di sinistra è stata scattata sulla D420).
Arrivati a Zonza abbandoniamo la D420 per salire ancora verso nord verso Solenzara con la D268. Questo tratto di strada è completamente immerso in un bosco e quando finisce si presenta all’improvviso il mare.
Facciamo una breve sosta a Solenzara per poi riprendere la strada del rientro sulla RT10 che costeggia la parte est dell’isola fino alle porte di Porto Vecchio, dove prendiamo la D859 che ci riporta sulla T40 che ci riporta a destinazione. Non è una strada che costeggia il mare, ma si può ammirare dall’alto.
Quinta tappa: Olmeto – Bastia

Come ultimo giorno a Olmeto decidiamo di vedere nuovamente l’entroterra, questa volta la zona a nord fino ad Ajaccio.
Per salire prendiamo la D157A fino al paese di Sollacaro, poi imbocchiamo la T40, questa è una delle strade più larghe in Corsica, simile alle nostre tangenziali, ma con un panorama decisamente migliore. Lasciamo la T40 all’altezza di Cauro, qui la allunghiamo un po’ prendendo la D27 per poi ricongiungerci alla T40.
Anche lungo questo itinerario la varietà di paesaggio cambia repentinamente: paesaggio quasi desertico, con qualche cespuglio qua e là poi si entra in una foresta di pini e per finire un piccolo canyon che sbuca sul mare.
Arrivati ad Ajaccio, evitiamo di entrare nel caos del traffico, così prendiamo la D302, strada parallela a quella presente sulla costa (D55), per viaggiare ancora un po’ cullati dalle curve dolci e dalla natura che ci circonda. La percorriamo tutta fino ad arrivare alla costa, a Verghia, dove prendiamo la D155 che ci riporta ad Olmeto.
Sesta tappa: Olmeto – Bastia

Ultimo giorno in Corsica, tristi per la partenza imminente, ma strafelici di quello che abbiamo visto, ci dirigiamo verso Bastia, questa volta tagliando diagonalmente l’isola.
Percorriamo buona parte della T20 fino a Ponte Bonelu per poi prendere la D1 fino a Vico, dove svoltiamo per la D70 che ci porta ancora verso nord e che lasciamo per la D84 trovandoci sulla sinistra il Monte Cinto, il più alto in Corsica.
Questa strada è fantastica anche perché passa per il piccolo Canyon de la Ruda (l’immagine qui di fianco). Saltiamo completamente Corte, decidendo che per la visita delle città e luoghi più storici della Corsica, avremmo dedicato un altro viaggio (così abbiamo la scusa per ritornare a vedere quello che non abbiamo visto in questo breve viaggio).
Ci ricongiungiamo alla T20 all’altezza di Francardo, per poi lasciarla nuovamente per la D5 a Ponte Nuovo. Il nuovo itinerario nell’entroterra finisce arrivando a Biguglia, dove la T11 ci porta a Bastia, dove il mattino seguente prenderemo il traghetto che ci riporta in Italia.
Consigli e dettagli del nostro viaggio in moto
Piccola premessa: questo viaggio lo abbiamo studiato per girare in moto, non avevamo programmato volutamente delle visite a città o soste lungo le spiagge.

Fatta questa breve premessa, lungo il percorso abbiamo trovato spiagge veramente belle, come quella in foto. Purtroppo il periodo non consentiva, anche per le temperature, né di fare il bagno né di stare al sole.
I primi di giugno molte strutture turistiche sono ancora chiuse. Anche per quanto riguarda il traghetto abbiamo avuto degli inconvenienti: spostamento del porto di partenza e ritardo della partenza stessa.
Durante il nostro soggiorno abbiamo dormito nei bungalow all’interno dei campeggi: ci siamo trovati molto bene, in quanto le strutture erano nuove e ben tenute, inoltre avevamo la moto con noi, senza doverci preoccupare del parcheggio. In altri periodi, queste strutture sono perfette per chi ama fare qualche ora al mare, perché hanno spesso un accesso alla spiaggia.
Prima di partire ho letto di tutto e di più sull’asfalto delle strade corse: a mio avviso l’asfalto in alcuni casi è meglio delle nostre strade, potete vederlo anche dalle foto che ho pubblicato. Forse l’unica accortezza è nella guida, soprattutto, nelle strade poco frequentate: ci è capitato di incontrare animali selvatici o al pascolo.









