Foresta Nera in moto

Viaggio in moto nella Schwarzwald con i suoi
paesaggi sconfinati e fiabeschi e
terra degli orologi a cucù

itinerario in moto Foresta Nera
Itinerario in moto in Foresta Nera (clicca sulla foto per ingrandirla)

Quello che vi racconterò è il secondo viaggio che abbiamo fatto nella Foresta Nera. La prima volta ci siamo stati nel 2011, ma non avevamo progettato bene il giro. Questa volta lo abbiamo studiato per vedere il cuore della Schwarzwald, cercando di passare per tutti i punti turistici suggeriti. E fin d’ora confesso che è stato uno dei giri in moto più belli che abbiamo fatto.
La durata del viaggio è stata di 8 giorni

Val d’Ultimo e Passo Resia

1° giorno: Padova – Nauders

Per raggiungere la nostra destinazione, Foresta Nera, abbiamo deciso di non fare la Svizzera (i motivi di questa scelta sono diversi, diciamo uno dei più importanti sono i costi di alloggio, cibo e non per ultimo, benzina) ma di fare la prima sosta a Nauders che si trova subito dopo il Passo Resia.
Ma andiamo per ordine: l’itinerario che abbiamo scelto comprende parzialmente l’autostrada, in quanto ci sono strade molto più panoramiche e divertenti che si possono fare.  L’unico tratto che abbiamo fatto in autostrada è quello da Padova fino a Piovene Rocchette della A31, usciti abbiamo imboccato la deviazione verso Arsiero e poi Tonezza del Cimone.
Siamo partiti il mattino del 12 agosto, con una temperatura sopportabile per i nostri gusti, circa 26° C, ma appena abbiamo visto le prime montagne e percorso la SP64 in mezzo ai boschi, già stavamo meglio. Da Carbonare abbiamo seguito la SP108 fino a Carceranica al lago per ammirare il lago di Caldonazzo, quasi al termine della sp1 siamo saliti per il paesino di San Vito.

Panorama della Val di Non

Bellissima strada anche se non larghissima, ma si corre avendo da una parte i vigneti dall’altra le montagne. Si attraversano una serie di paesini fino a Povo, dove prendiamo la ss47 che abbandoniamo subito dopo il centro di Trento per prendere la Sp235 direzione Val d’Ultimo. Strada che non avevamo mai fatto e che ci porta a Cles tramite la Sp73 ed a vedere dall’alto il Lago di Santa Giustina dall’alto.
La strada permetterebbe anche di correre un pochino, ma il panorama che si può ammirare della Val di Non lungo la sp86 va gustato lentamente senza rimpiangere i limiti di velocità. Proseguiamo quindi fino a Merano per poi prendere la SS38 e poi 40 che porta al Passo Resia. Qui una piccola sosta val sempre la pena di farla. Avrò visto centinaia di volte il campanile nel mezzo del lago, ma ogni volta rimango ipnotizzata a guardarlo. A questo punto, sotto una pioggia torrenziale, ci dirigiamo verso la nostra meta, Nauders.
Un po’ zuppi, nonostante fossimo riusciti a metterci l’antipioggia, troviamo il nostro alloggio. Nauders è una cittadina turistica austriaca, strapiena di alloggi di ogni tipo, dagli hotel ai B&B; comoda per noi come punto intermedio per arrivare in Foresta Nera.

Zavorrina on the road al Passo Resia
Zavorrina on the road al Passo Resia

Donauquelle: dove nasce il Danubio

2° giorno: Nauders (A) – Friburgo (DE)

Il giorno prima eravamo partiti con 30° C di media da casa, arrivati a Nauders ne abbiamo incontrati 15° C, lungo la strada verso Friburgo la temperatura sale leggermente ma non di molto. Visto che la tappa di oggi non era molto lunga decidiamo di fare una sosta “culturale” e di andare nella città dove nasce il Danubio.
Ci dirigiamo così a Donaueschingen, cittadina tipica tedesca dove a farla da padrone è la residenza dei Fürstenberg, che è un castello in stile barocco. Al nostro arrivo era chiuso, ma a due passi si trova il Donauquelle, dove la leggenda dice che è il luogo dove nasce il Danubio.
Risaliamo in moto e procediamo verso Friburgo in Brisgovia dove avremmo soggiornato per qualche giorno. La strada, abbiamo percorso la 500, che collega le due città offre un primo assaggio di Foresta Nera. Abbiamo scelto Friburgo come punto di appoggio per qualche giorno, perché si trova al centro della Foresta Nera e la prima volta che l’avevamo visitata ci era piaciuto molto il suo centro storico: eravamo rimasti incantati dal mercato vicino alla maestosa cattedrale gotica e le vie ciottolate.

Donauquelle
Donauquelle: il luogo dove nasce il Danubio

Feldberg Pass
nel cuore della Schwarzwald

3° giorno: Feldberg pass

Ci svegliamo e la giornata è splendida: temperatura di 20° C e soleggiata. Facciamo il primo itinerario nel cuore della Schwarzwald e subito ci piace: zero auto e la strada solo per noi. Da Friburgo ci dirigiamo a sud verso la cittadina di Horben, ci accolgono una serie di curve dolci e un’ottimo asfalto su una strada larga. Saliamo un po’ per percorrendo la Schauinslandstra§e per poi prendere la L142. Continuiamo a scendere con la 317 e poi prendere la L146, è proprio un piacere fare queste strade, il panorama di colline arrotondate che sembrano cupole, coperte da un manto di erba verde irreale che lascia il posto solo a boschi fittissimi di conifere.
Arriviamo fino allo Schluchsee, qui il tempo si fa un po’ incerto, ma ci mancava ancora il FelbergPass. Prendiamo la 500, poi la 317 e raggiungiamo la cima del Passo, facciamo una sosta per gustarci il panorama, per poi scendere a Todtnau ed imboccare la L126 che ci riporta a Friburgo. Come primo giorno siamo felicissimi: eravamo solo noi, il suono della nostra Ducati e la natura.
Rincasati ci prepariamo per fare una passeggiata con cena nel centro di Friburgo. Avevamo preso un piccolo appartamento vicino alla stazione e dal centro erano 10 minuti a piedi.

L’itinerario in moto del Felberg Pass

Se l’itinerario ti è piaciuto e vorresti ricevere il file gpx gratuitamente, mandami una mail con scritto Foresta Nera.

Schwarzwald Panoramastraße
la strada panoramica della Foresta Nera

4° giorno: Strada panoramica

Carichi dal percorso fatto il giorno prima, non vediamo l’ora di partire per il prossimo itinerario, visto il nome già presagiva bene. A differenza della giornata di ieri, oggi il sole non si è proprio fatto vedere, anzi cielo sempre coperto ed a tratti abbiamo incontrato anche la pioggia, ma nulla che ci potesse rovinare i piani.
Oggi ci spostiamo verso nord e prendiamo la 294 verso Gutach im Breisgau proseguiamo fino a Steinach per svoltare sulla 28 per Freudenstadt. Sarà stato per il tempo, ma anche oggi non abbiamo trovato traffico, viaggiare così ci regala molta serenità, queste sono proprio ferie. Ma continuiamo! Prima di arrivare Freudenstadt svoltiamo per la L405, strada di curve e controcurve, molto dolci ma ugualmente divertenti. Proseguiamo fino a Schiltach, particolari sono le case con la struttura in legno chiamate Fachwerkhäuser, purtroppo causa maltempo non ho potuto fotografarne nemmeno una.  
Usciti dalla cittadina prendiamo la 294 fino a Hausach per poi svoltare e prendere la 33. Lungo questa strada si possono trovare anche le montagne russe sull’erba, noi l’abbiamo provato la prima volta che ci siamo passati, visto che il tempo lo permetteva, purtroppo questa volta passiamo dritti, lascio qui il link con le indicazioni.

Vista panoramica della Foresta nera
Vista panoramica della Foresta nera

Si arriva a Triberg im Schwarzald e lì incomincia la B500 la strada panoramica; si incontra subito un punto panoramico e le cascate di Triberg.
Percorriamo tutta la B500 facendoci cullare dalle curve e godendo del paesaggio fino a Kirchrzarten. Anche questo itinerario non è lunghissimo (sono poco più di 4 ore) e non si raggiungono vette elevate, ma è ugualmente piacevole.

Visita a Friburgo

5° giorno: due passi nel centro storico di Friburgo

L’ultimo giorno lo dedichiamo completamente alla visita della città. Solo alla mattina si può vedere il mercato in Münsterplatz dove si trova anche l’imponente cattedrale, val la pena entrare, non è decorata come alcune delle nostre chiese, ma il buio all’interno fa risaltare le vetrate completamente dipinte ed un magnifico rosone davanti all’altare. 
Percorrendo le strade del centro storico capiterà di sicuro di “inciampare” nelle bächle, canaletti, dove i bambini si divertono a far correre delle barchette di legno e gli adulti immergere i piedi per trovare sollievo nelle giornate calde. Vicino al mercato all’aperto ne esiste anche uno al coperto in Grünwälderstraße, non è grandissimo come mi aspettavo, ma caratteristico e pieno di negozietti di frutta di ogni tipo e verdura. 
Continuando a camminare ci si imbatte anche nella Klein Venedig, la piccola Venezia, si tratta di una serie di locali che si affacciano su un canale. Una cosa che non ho ancora capito: cosa ci fa la statua di un coccodrillo in mezzo al canale, comunque è simpatica, perché il coccodrillo sembra avere un sorriso beffardo.

canaletti di friburgo
I piccoli canali nel centro di Friburgo
Porta di San Martino a Friburgo
Porta di San Martino a Friburgo

Ad est potete trovare due porte, Porta di San Martino e Porta degli Svevi, entrambe molto belle, purtroppo una è “rovinata” dall’insegna di un famoso fastfood. Per godere di una visita di Friburgo dall’alto, il posto migliore è Schlossberg, raggiungibile a piedi oppure tramite un ascensore. 
Camminare per la città, comunque, è molto piacevole ed anche perdersi per i vicoli; è molto viva anche di sera con locali per prendere un aperitivo, cenare o anche per un dopocena, esiste veramente l’imbarazzo della scelta e per tutti i gusti. Noi abbiamo sempre optato per delle birrerie e ci siamo trovati bene dal servizio al cibo e non per ultimo il conto.

Strasburgo e Karlsruhe

6° giorno: Friburgo – Karlsruhe

Lasciamo un po’ a malincuore Friburgo in Brisgovia per spostarci più a nord, destinazione: Karlsuhe. Il tempo è un po’ incerto ma i chilometri che dobbiamo fare oggi non essendo tantissimi ,ci permettono di fare un salto in Francia per poi ritornare in Germania.
Raggiungiamo il confine franco-tedesco preferendo, quindi, rimanere nel cuore della Foresta Nera, visto che nei giorni successivi avremmo dovuto abbandonare i suoi boschi e le colline. Sono talmente ben curate che sembra di guardare delle fotografie di una rivista di natura. Procediamo quindi sulla 294.

Facciata della Cattedrale di Strasburgo
Facciata della Cattedrale di Strasburgo

Come i giorni precedenti il traffico è talmente tanto che siamo solo noi sulla strada, anche nei paesini che attraversiamo, non incontriamo nessuno. Prendiamo la 28, prima di arrivare a Schiltach, che ci porterà dritti a Strasburgo.
Qui troviamo facilmente parcheggio alle porte del centro storico, parzialmente bloccato al traffico, perché si stava svolgendo un mercatino dell’usato. Fortunatamente non piove, così ci concediamo due passi ed approfittiamo dell’ora di pranzo anche per mettere sotto i denti qualcosina.
Eravamo già stati a Strasburgo, ma proprio non me la ricordavo così bella. Nel nostro perderci per le sue vie, abbiamo visto la Cattedrale purtroppo solo dall’esterno, era impossibile entrare perché c’era una coda di gente lungo tutto il piazzale. Abbandoniamo la piazza della Cattedrale e ci infiliamo su un labirinto di viuzze tempestate di negozietti. Ci fermiamo in un piccolo panificio a prendere qualcosina ed in una piazza, scopro ora che si tratta di Piazza Gutenberg, ci fermiamo per qualche minuto riposando in una panchina.

Giusto il tempo di gustare il nostro pranzetto ed incomincia a piovigginare, quindi ci dirigiamo verso la moto per riprendere il nostro viaggio. Usciti dalla città costeggiamo il Reno nella parte tedesca fino alla nostra destinazione, Karlsruhe. Ho scelto come sosta questa città, anziché nella più famosa Stoccarda, per due motivi che avevano attirato la mia curiosità: il centro storico si sviluppa a raggera attorno al castello omonimo inoltre si stava svolgendo un festival delle luci.

Parcheggiata la moto in albergo e lasciati i bagagli, muniti dei nostri micro-ombrelli, perché continuava a piovere, ci dirigiamo verso il centro storico. Tra il traffico legato a lavori sulle strade e la confusione di gente che andava e veniva, siamo un po’ disorientati e delusi, non mi aspettavo una città così grande e caotica. Ci fermiamo in un localino per la cena e nel frattempo cerchiamo notizie sull’evento serale di giochi con le luci, avevamo paura che venisse sospesa per il maltempo, ma non troviamo nessuna notizia in merito a cambi di programma.

Decidiamo così di andare al castello, rincuorati anche dal fatto che aveva smesso di piovere. Arriviamo su un giardino enorme diviso da vialetti e sull’orizzonte una cinta muraria, non molto alta, che permetteva di vedere il castello a forma di ventaglio. Lungo i vialetti si stavano già sistemando le persone per assistere allo spettacolo, dalla loro “organizzazione” intuisco che ne doveva veramente valer la pena e che sarebbe durato parecchio; quasi tutti si erano portati sedie, coperte ed un po’ di cibarie.
Effettivamente il gioco di luci 3D a ritmo di musica lascia senza parole, 2 ore circa di proiezioni della durata di circa 10 minuti con svariati temi, dai Faraoni d’Egitto fino all’Era digitale. Al termine dello spettacolo ritorniamo all’hotel.

Visita a Stoccarda e destinazione Lautrach

7° giorno: Karlsruhe – Lautrach

La vacanza sta volgendo al termine, sono gli ultimi giorni, salutiamo anche Karlsruhe che ci ricambia con una giornata di sole e molto calda, non eravamo più abituati a temperature oltre i 20° C. Prima di dirigerci verso sud, facciamo una sosta a Stoccarda: rimpiangiamo velocemente le strade della Foresta Nera e le sue temperature. Per ridurre la sofferenza dovuta al caldo, decidiamo di percorrere la strada normale che porta direttamente a Stoccarda, senza ulteriori deviazioni.
Lungo la strada per il centro, incrociamo i musei dei due prodotti di punta della città, Porsche e Mercedes-Benz, preferiamo andare oltre e ci fermiamo vicino alla piazza del Castello Nuovo. Nel frattempo la temperatura si alza ulteriormente, quindi decidiamo di fare una breve passeggiate e poi di riprendere il nostro viaggio verso la prossima meta, Lautrach. In questo paesino non c’era molto, abbiamo anche fatto fatica a trovare un posto dove cenare, visto che era presente solo un ristorante, ma mi piaceva l’idea di poter dormire dentro un castello.

Arlbergstrasse

8° giorno: Lautrach – Nauders

Dopo una colazione “reale” fatta in una delle sale del castello ed accompagnati dalla nostra inseparabile pioggerellina, salutiamo anche il castello di Lautrach e ci avviciniamo sempre di più verso casa. Visto che la temperatura e la zona lo permetteva, decidiamo di allungare un po’ l’itinerario che da Lautrach ci portava a Nauders, dove avremmo soggiornato.
Usciamo da Lautrach dirigendoci verso sud, attraversiamo una serie di paesini percorrendo strade secondarie fino a Oberstaufen. Qui lasciamo la Germania per entrare in Austria correndo sulla 205 ed immergerci nel paesaggio di boschi e montagne che adoriamo. Arriviamo a Bludenz con la 193 e prendiamo la Aldbergstrasse che passa in mezzo alle montagne e che costeggia per un po’ l’autostrada. Proseguiamo sulla 197 immersi tra gli alberi per poi attraversare una serie di paesi, mete sciistiche come Sankt Anton am Arlberg, per poi svoltare sulla 180 che ci porta direttamente a Nauders.