5 giorni in moto in Baviera

Questo viaggio in moto lo abbiamo fatto nel luglio 2011 perché da tempo sentivo parlare dagli amici motociclisti della Romantische Straße e del castello che ha ispirato W. Disney nei suoi cartoni animati. Per questioni di tempo non abbiamo potuto percorrere tutta la Romantische Straße ma solo la parte iniziale (o finale dipende dal punto di partenza).

Prima tappa: Padova-Fussen
Ci aspettavamo circa 400 km, quindi ci siamo svegliati alle 6.30 per viaggiare in tutta tranquillità ed evitare le ore più calde della giornata. Abbiamo percorso le statali, che sono sicuramente più lunghe, ma che ci hanno dato modo di gustare il paesaggio soprattutto costeggiando i laghi di Levico e di Caldaro, fino ad arrivare a Merano.
Senza addentrarci troppo nel centro di Merano, normalmente sempre trafficata, ci siamo diretti verso il Passo Rombo (2509 m.s.l.m.). Durante la salita abbiamo lasciato i 25° della pianura fino ad arrivare ai 7° che ci hanno accolto anche con la neve sulla cima. Abbiamo svalicato pagando il pedaggio previsto per la parte austriaca, non abbiamo acquistato la vignette, obbligatoria per le autostrade austriche, in quanto il tratto di strada che ci portava in Germania era una strada normale.

Arriviamo a Füssen, una piccola cittadina ma molto accogliente con la classica strada pedonale nel centro storico. Facilmente si trova alloggio in centro città viste le dimensioni; nell’hotel che avevamo scelto oltre a parlare inglese, visto che né mio marito né, parliamo il tedesco, abbiamo trovato anche personale gentile che parlava italiano.
Lasciati i bagagli nella nostra stanza, abbiamo fatto due passi nel centro storico per sgranchirci le gambe prendere un aperitivo e gustare una buona cena.
Piccola annotazione culinaria: ho assaggiato il wei§wurst, per quanto mi piaccia provare la cucina tipica, questo piatto non mi è piaciuto molto. Si tratta di würstel bianchi in brodo, l’aspetto non è invitante ed anche il gusto non mi ha entusiasmato.
Visita al Castello di Neuschwanstein
Il giorno seguente respiravamo già aria di vacanza e ce la siamo presa comoda visto che i castelli che volevamo visitare erano lontani soltanto 3 km da Füssen.

A metà mattinata ci siamo diretti a Hohenschwangau, qui si trovano i Castello di Hohenschwangau ed il meraviglioso Castello di Neuschwanstein. Ci siamo recati subito alle biglietterie ed incominciare la visita dei castelli.
Il primo che abbiamo visitato è quello di Hohenschwangau perché più vicino alle biglietterie e perché avevamo pochi minuti prima dell’inizio della visita guidata. Per accedere al castello si deve fare una breve salita, all’interno i dipinti e gli arredi delle varie stanze sono tenute benissimo, la guida rende il tutto più interessante ed affascinante con piccoli aneddoti della vita quotidiana degli antichi padroni di casa.
Terminata la visita al castello di Hohenschwangau, ci incamminiamo per il castello di Neuschwanstein. Per raggiungerlo c’è una strada in salita perché si trova proprio sul cucuzzolo di un colle; noi l’abbiamo fatta a piedi e ci abbiamo impiegato circa mezzora per arrivare, volendo si può prendere una carrozza a noleggio. La strada è piacevole perché immersa nel bosco che circonda la zona e non è particolarmente ripida.

Arrivati al castello si attraversa un piccolo ponte sovrastato da un portone ad arco con il quale si accede ad uno dei cortili interni. Da qui parte la visita dei due piani passando tra stanze maestose, sale imponenti e grotte. Quello che colpisce sono i colori sfavillanti utilizzati, l’oro e gli arredi che a volte tolgono il fiato. Sembra quasi di camminare in un set cinematografico dove si gira un film fantasy/storico.
Prima di scendere e ritornare alla moto, andiamo al ponte di Maria, che dista circa 15 minuti e si trova all’interno di una gola, dove si gode di una vista incredibile: lo sguardo si perde sulla vallata fino all’Alpsee circondato da boschi.
Ritorniamo al nostro hotel a Füssen per la cena e definire gli ultimi dettagli del viaggio verso Augusta.
Seconda tappa: Füssen – Augusta
Lasciamo la Romantische Straße e da Füssen ci dirigiamo verso Augsburg. Lungo il tragitto, anche questa tappa non è lunghissima, sono poco più di 100 km, abbiamo fatto diverse soste.
La prima, ma più per curiosità che altro, nella cittadina di Steingaden; classico paesino di campagna, ma quello che ha catturato la mia attenzione, era una chiesetta di forma ovale lungo una stradina sterrata circondata da un prato enorme.

Entriamo su questa chiesetta e davanti a noi compare uno spettacolo incredibile: pareti bianchissime, colonne corinzie dai bordi dorati ed affreschi con colori vivi. Un esempio barocco di eleganza, piccola ma un vero gioiello.
Lungo il tragitto passiamo anche per cittadine medievali di Rottenbuch, Peiting, Schongau e Landsberg am Lech per poi arrivare alla nostra meta, Augusta.
L’albergo, dove avevamo prenotato, l’avevamo scelto solo per la vicinanza con il centro visto che si tratta di una città abbastanza grande. Infatti scaricate le valigie, andiamo a vedere cosa c’è. Lungo il tragitto mi si rompe anche una scarpa, fortunatamente troviamo velocemente un negozio aperto. Dopo questo piccolo disguido proseguiamo ed “incappiamo” alla Fuggerei: si tratta di una zona di case popolari donate dalla famiglia Fugger alla città per chi non si poteva permettere un’abitazione, questo accadeva nel 1500 circa.
Rientrando in albergo assistiamo ad una processione con tanto di gonfaloni.
Terza Tappa: Augusta – Monaco di Baviera
Dopo aver visitato velocemente Augusta, il giorno dopo ci spostiamo verso Monaco di Baviera. Non utilizzando ancora internet, ci rechiamo all’ufficio del Turismo che ci trova immediatamente una sistemazione nel centro città. Andiamo all’albergo per lasciare i bagagli e poterci muovere in maniera “più leggera”.

Per prima cosa siamo andati a visitare il castello di Nymphenburg, che si trova vicinissimo al centro e raggiungibile anche a piedi. Un’aspetto che colpisce è sicuramente il parco immenso, all’interno è presente il castello di cui si possono visitare solo poche stanze. Nel parco sono presenti dei padiglioni, anch’essi molto belli e visitabili.
Per gli appassionati ci sono anche due musei da visitare: quello delle carrozze e delle porcellane. Noi abbiamo bypassato e ci siamo dilungati nella passeggiata e rientrati verso il centro di Monaco.
Monaco ed i suoi musei
La giornata è stata dedicata alla visita di alcuni musei. Il primo è stato il Deutsches Museum, la struttura è immensa e l’interno ancora di più. Ce n’è per tutti i gusti: dalla tecnologia alla scienza ed ambiente; quello che mi piace sempre nei musei all’estero sono aree adibite alle “sperimentazione” per bambini, dove possono cimentarsi con alcuni esperimenti giocando.

La visita al museo, passando velocemente alcune sezioni è durata dal mattino fino al primo pomeriggio. Confesso un po’ provata dall’esperienza, siamo ritornati verso il centro di Monaco.
Il secondo museo è stata la Residenza, anche qui la visita richiede un bel po’ di tempo, le stanze barocche, tutte finemente abbellite, da visitare saranno una centinaia.
Dopo questa intensa giornata di musei, ci siamo dedicati una sosta al famoso Hofbraunhaus vicino a Marienplatz, dove si può gustare un tipico menù bavarese e se si è ospiti abituali si ha la possibilità di avere il proprio boccale custodito in un armadietto.

Quarta tappa: Monaco di Baviera – Padova
Giorno del rientro: siamo partiti da Monaco con una dolce pioggerellina. Non abbiamo subito preso la strada del rientro, ma abbiamo fatto una breve sosta a Dachau, che dista solo 40 km e si raggiunge facilmente con la statale 304.
Si accede tramite un cancello di un edificio non molto alto, e ci si trova davanti un ampio spazio vuoto che quasi toglie il respiro. Attorno ci sono alcune delle baracche ricostruite, solo le due adibite a crematori sono rimaste in piedi. Procediamo con la visita all’interno delle baracche ed al museo.
Terminiamo la visita e ci rimettiamo in moto per ritornare a casa. In Germania imbocchiamo la B471, poi la B2 fino ad arrivare al lago di Ammer, poi entrati in Austria, per evitare il pagamento della vignette, proseguiamo sulla B177 che dopo Innsbruck diventa 182. Fatto il Brennero, scendiamo fino ad incontrare la Valsugana che ci porterà a casa.








